Donare il cordone ombelicale

Ad un certo punto della mia gravidanza mi sono informata su cosa fare per procedere alla donazione del sangue del cordone ombelicale. Per chi ha scelto di donare, di seguito riporto tutte le informazioni raccolte e le modalità per accedere a questa possibilità.

IL SANGUE DEL CORDONE OMBELICALE.
Nuova vita alla vita…
Il cordone ombelicale, attraverso il quale ogni mamma nutre il proprio bambino nel “pancione”, dopo il parto viene usualmente gettato. Dare il consenso alla donazione di sangue del cordone ombelicale significa evitare questo spreco, mettendone a frutto l’utilità come importante risorsa per la salute e la ricerca.

Perché donare il sangue del cordone ombelicale.
Il sangue del cordone ombelicale e della placenta, infatti, è ricco di cellule staminali molto simili a quelle del midollo osseo. Queste cellule hanno un ruolo fondamentale nella cura di gravi malattie del sangue, quali la leucemia, il linfoma, la talassemia, alcune forme di immunodeficienza e alcuni difetti metabolici.
Donare il sangue cordonale a una banca pubblica è un investimento per il futuro, perché contribuisce ad aumentare la probabilità di reperire una donazione compatibile e con una dose adeguata di cellule per ogni paziente in attesa di trapianto.

I vantaggi del sangue placentare rispetto al midollo osseo.
– Può essere raccolto e conservato presso adeguate strutture (Banche di Sangue del Cordone Ombelicale) rendendosi immediatamente disponibile per chi ne avesse bisogno.
– L’immaturità delle cellule in esso contenute riduce il rischio di alcune gravi complicanze del trapianto.
– È stata dimostrata la possibilità di trapiantare contemporaneamente due unità di sangue placentare per estendere l’opportunità di terapia anche a pazienti adulti.

Come avviene la raccolta del sangue cordonale.
Subito dopo il parto, sia spontaneo sia cesareo, quando il cordone è stato reciso, il personale abilitato effettua il prelievo del sangue in esso contenuto. Questa procedura è innocua e indolore per la mamma e per il neonato.
La sacca sterile contenente il sangue cordonale raggiunge entro 30 ore la Banca di Sangue del Cordone Ombelicale di riferimento, presso la quale sarà sottoposto alle analisi necessarie e quindi, congelato.

Perché il consenso della mamma è fondamentale.
Il sangue del cordone ombelicale può essere usato per un trapianto solo se privo di agenti infettivi, per cui è necessario effettuare controlli sia sul sangue del cordone sia su quello materno. Pertanto la mamma deve acconsentire sia alla donazione sia alla disponibilità a sottoporsi alle analisi di controllo al momento e dopo il parto (6-12 mesi).
Deve, inoltre, dare il consenso per la raccolta dei dati sanitari personali e familiari per verifi care l’assenza di malattie genetiche o infettive trasmissibili con il sangue. Tutti i dati raccolti sono riservati e saranno custoditi esclusivamente presso la sede della Banca di Sangue del Cordone Ombelicale.

La donazione non è mai un gesto inutile.
È importante sapere che se anche l’unità donata non fosse idonea per il trapianto, non avrai comunque sprecato l’occasione di fare del bene, perché il sangue cordonale potrà essere utilizzato per la ricerca scientifica.

Che cos’è la “donazione dedicata”.
Se, al momento della nascita del bambino, esiste un parente stretto (fratello/sorella, mamma o papà del neonato) a cui sia stata diagnosticata una malattia curabile con il trapianto di cellule staminali, la raccolta del sangue ombelicale potrà essere riservata al parente malato e utilizzata tramite servizio sanitario.
Sul sito www.adisco.it trovi l’elenco delle malattie per cui è possibile intervenire con una donazione dedicata e l’elenco completo delle Banche pubbliche, tra cui trovare quella della tua regione.

In alcuni Paesi è consentito conservare il sangue placentare per uso personale e a spese dei genitori in Banche private. Questa forma di conservazione non è ritenuta utile dalla comunità scientifica. Ricorda, invece, che alla Banca pubblica potrai sempre attingere per il reperimento di unità per trapianto.

Dopo la donazione: la richiesta di trapianto.
Dopo la raccolta, il sangue placentare, raggiunta la Banca di sangue placentare di riferimento, viene “tipizzato”, ossia catalogato, tramite una sofisticata analisi di laboratorio (“tipizzazione HLA”).
I dati di tipizzazione, inseriti in una banca dati mondiale, permetteranno così di stabilire in tempi brevi se le cellule staminali del donatore e del ricevente siano compatibili.

Donare il sangue del cordone ombelicale significa donare la speranza a chi ha bisogno di cellule staminali per curare malattie del sangue, come la leucemia o i linfomi.

La raccolta del sangue cordonale è assolutamente innocua e indolore per la mamma e per il neonato.

La mamma deve dare il suo consenso per:
– la donazione;
– la disponibilità a effettuare analisi di controllo al momento e dopo il parto (6-12 mesi);
– la raccolta dei dati sanitari personali e familiari per verificare l’assenza di malattie genetiche o infettive trasmissibili con il sangue.

La donazione è volontaria e gratuita: nessun costo, in nessuna delle fasi, sarà a carico della donatrice e dei familiari.

Fonte: www.adisco.it 

Ecco come procedere per la donazione nell’Ospedale di San Benedetto del Tronto, nell’Ospedale di Ascoli Piceno e in quello di Ancona:

Con l’avvicinarsi della 35° settimana di gravidanza occorre recarsi presso il servizio di Medicina Trasfusionale dove è disponibile una cartella dedicata contenente tutto il materiale illustrativo necessario per una corretta donazione:

  • informativa sulla donazione solidaristica di cellule da cordone;
  • questionario anamnestico materno e paterno;
  • modulistica per il consenso informato.

Dopo aver compilato tutta la modulistica, sia il futuro papà che la mamma, devono recarsi per l’idoneità definitiva presso l’U.O. di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale in cui si è deciso di partorire. Il medico del Servizio Trasfusionale, con un accurato colloquio, verificherà l’idoneità al prelievo e la trascriverà su apposito modulo. Tale giudizio verrà succesivamente comunicato all’U.O. di Ostetricia.

Al momento del parto l’ostetrica raccoglie il cordone in sacca sterile ed effettua un prelievo di sangue alla donna, inoltrando poi il materiale al Centro Trasfusionale dove verrà sottoposto ad ulteriori controlli ed infine adeguatamente confezionato per la spedizione (presso la Banca delle Cellule Cordonali sita in Pescara).

Vi sono quindi due idoneità da effettuare: una alla 35° settimana o comunque prima di partorire e una al momento del parto. Si ricorda che non vi è la certezza che il sangue donato venga ritenuto idoneo per il trapianto, in questo caso verrà utilizzato per la ricerca.

Ospedale di San Benedetto del Tronto “Madonna del Soccorso”
– Unità Operativa di Medicina Trasfusionale:
Tel. 0735 793497 – 0735 793548 dal lun. al ven. 09:00-12:00 Direttore Dr.ssa Lupi
Numero Verde 800 154406

Ospedale di Ascoli Piceno “G. Mazzoni”
Unità Operativa di Medicina Trasfusionale:
Tel. 0736 358643 dalle 11:00 alle 14:00 dal lunedì al sabato –  Nardi Dr.ssa Coccia – Dr.ssa Paci – Dr.ssa Tarulli  – Dr. Zucca – Responsabile U.O. Dr.ssa Nardi)

Ospedale di Ancona “G. Salesi”
Unità Operativa di Medicina Trasfusionale:
Tel. 071 5963638 dalle 8,30 alle 15,30 Referente Dr.ssa Barbara Tonnarelli – Dr.ssa Francesca Papalini

ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue da Cordone Ombelicale)
Sezione Regionale Marche
Via della Pergola, 3 – 60124 Ancona
Tel.071/34624 Fax 071/5898284

Link utili per approfondimenti:

http://www.adisco.it/

http://www.adisco.it/miniSiti/marche/upload/dove/dati_x_depliant_2011.pdf (tutti i punti raccolta delle Marche)

http://www.adocesfederazione.it/

http://www.adocesfederazione.it/documenti/Opuscolo%20su%20donazione%20sangue%20cordonale%20per%20genitori.pdf (OPUSCOLO INFORMATIVO)

http://www.adoces.it/donazione-sangue-cordone/donazione/ (PER TUTTE LE MAMME STRANIERE, IN QUESTO SITO C’è LA POSSIBILITA’ DI RICHIEDERE L’OPUSCOLO INFORMATIVO NELLA VOSTRA LINGUA)

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