Sul dormire

L’addormentarsi è sempre un momento delicato nella giornata di un bambino che si appresta ad affrontare l’avventura della notte.

I ritmi sonno-veglia sono già in corso d’opera durante la gravidanza, solitamente il feto dorme quando la mamma è in attività e quando essa riposa il bimbo in pancia si sveglia, l’ambiente intrauterino regala al feto costanti sollecitazioni e i bambini sembrano preferire il movimento anche una volta fuori dalla pancia.

Alla nascita per cui il neonato ha già un modo di dormire tutto suo.

Questo suo modo di alternare sonno e veglia dipenderà naturalmente dal processo di maturazione fisiologica del piccolo ma anche dalla relazione con chi si prende cura di lui.

Mi piace sempre ricordare come l’arrivo di un figlio attiva nei genitori tutta una serie di ricordi, più o meno consci, della propria infanzia, e il sentire e il relazionarsi col proprio figlio è sempre influenzata dal mondo interno del genitore.

Nel sonno, come succede nell’allattamento, la caratteristica preziosa è il ritmo condiviso: non sempre un’interruzione del sonno è un segnale di necessità del bambino e il conoscere l’alternarsi delle varie fasi del sonno può aiutare i genitori a capire come comportarsi durante i risvegli, a volte, per esempio, il bimbo va solo “riaccompagnato” in un nuovo sonno.

Inoltre poi bisogna prendere in considerazione il fatto che ogni bambino ha un suo temperamento, e ci sono bambini che hanno solo bisogno del contatto del genitore durante i risvegli, mentre altri molto attivi si lasciano “convincere” poco facilmente a ritornare nel sonno. In questo ultimo caso i genitori sfiniti dal poco sonno potrebbero arrivare a provare sentimenti di rabbia e frustrazione, che mai avrebbero pensato di sperimentare nei confronti del loro amato piccoletto.

Mi sento di dire: “tutto molto normale!”, fare il genitore è un compito arduo e ciò si può fare fin da subito è scrollarsi di dosso sentimenti di colpa che rendono tutto ancor più difficile; come il bambino ha bisogno di aiuto e di un tempo per imparare a riconoscere ed accogliere le proprie sensazioni, così i grandi hanno bisogno della stessa pazienza ed apertura per accettare e capire i propri sentimenti verso i figli, anche quelli difficili come la rabbia, il sentirsi frustrato o stanco.

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*AUTORE:

_d.ssa Claudia Fulvi
psicologo-psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico
tel: 328 67 18 424
sito: http://psicologasanbenedettodeltronto.com/
Pag. FB: 
https://www.facebook.com/psicoterapiaevecchimerletti/

Ho cura di accogliere la storia con mi porti. Una storia fatta di parole, silenzi, sogni, emozioni piccole e semplici, o minacciose e difficili da accettare a cui assieme daremo una forma e un senso.

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One thought on “Sul dormire

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