Corso di AUTODIFESA FEMMINILE a cura di Caterina Germani

Giovedì 27 aprile alle ore 20.00 presso L’Hotel Villa Truentum di Martinsicuro (via dei Colli, 3) si terrà una lezione aperta e gratuita del corso di autodifesa femminile a cura di Caterina Germani.
La lezione precede il corso che si svolgerà nei giorni 4, 11 e 18 Maggio e 1 giugno presso l’Atelier Amar di San benedetto del Tronto (AP).

Info e prenotazioni 0861.762191 – 338.3787171 – 347.8878646

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Lascio la parola a Caterina Germani, ideatrice del corso, che ce ne spiega l’importanza.

***

Semplici tecniche che permettono di salvaguardare la propria incolumità, ma non solo.

Fin dai 12 anni ho iniziato a praticare Arti Marziali poiché sentivo un forte bisogno di imparare a “difendermi” in una società fortemente maschilista. Ciò che era nata allora come una necessità è divenuta una passione, concretizzandosi, qualche anno più avanti, nella creazione di un programma specifico per la difesa personale femminile.

Ma, di là dal creare tecniche efficaci e utili alla donna per difendersi da un’aggressione, ho cominciato a chiedermi:

“Da che cosa davvero dobbiamo imparare a difenderci?”.

Tanto nel lavoro, quanto nella vita sociale, la realizzazione personale di una donna è, senza alcun dubbio più difficoltosa rispetto a quella di un uomo. La violenza psicologica, che subisce una donna nell’arco della sua vita, troppo spesso è alla base non soltanto dell’incapacità di reagire nel momento di una violenza fisica o verbale da parte di un uomo, ma ancor peggio è alla base di una difficoltà di un pensiero proprio. È innegabile che la donna, per molteplici aspetti della sua natura, si trovi maggiormente esposta a un pericolo di aggressione; anche uno scippatore individua più facilmente una donna come sua vittima, presupponendo una reazione inconsistente.

Quindi la risposta più immediata è che dobbiamo imparare a difenderci dagli stupratori, dagli psicopatici, dai maniaci, dagli scippatori, ma purtroppo aggiungerei anche molto spesso coloro che sono considerati “compagni di vita”, perché il 97% delle violenze, fisiche e psicologiche all’interno delle mura domestiche, non viene neppure denunciato.

L’omertà e l’ignoranza pare siano i maggiori complici, e trovano nel silenzio delle stesse vittime un perfetto alleato.

Nello stesso modello educativo scolastico e familiare, ancora oggi le bambine sono spesso subordinate ai fratelli maschi, e poi al fidanzato, al marito e poi ancora… al proprio figlio maschio.  Un bimbo di soli 6 anni si rivolge alla compagna di classe dicendole “zitta tu che sei femmina e non capisci niente”…come credete che le abbia assorbite quelle parole, e attraverso chi?

Per confrontarsi e sopravvivere in questo mondo, ancora troppo maschilista, la donna spesso si oppone usando le stesse “armi”, e la stessa rabbia, dando non solo maggior forza allo stesso linguaggio, cercando di apparire dure e insensibili, ma passando addirittura attraverso una negazione della propria femminilità, vista soltanto come debolezza e un limite.

Tutto ciò rivela ancora troppa ignoranza e soprattutto inconsapevolezza.

Nel tentativo di essere uguali agli uomini, paradossalmente ne aumentano la discrepanza, adottando un modo di essere che non può appartenere ad una donna. Motivo per cui ad esempio gli uomini si allontanano, intimoriti da una eccessiva mascolinità (apparente o reale).

L’altra faccia della medaglia della società maschilista è il bullismo femminile, fenomeno sempre più in espansione e al quale credo nessuno sarà mai sufficientemente preparato, perché è qualcosa di davvero disumano.

Permettetemi un accostamento: personalmente vedo il fenomeno del bullismo femminile come una sorta di malattia autoimmune, nella quale la donna, come un sistema immunitario disorientato, attacca se stessa, rifiutando e negando e distruggendo qualsiasi scintilla di femminilità.

Credo però che si tratti di un percorso purtroppo inevitabile per la donna, che si affanna a riconquistare il proprio posto nel mondo, negato per millenni, in cerca di recuperare un suo equilibrio e probabilmente si dovrà toccare il fondo opposto. Una sorta di discesa agli inferi, per recuperare un sano equilibrio.

È necessario un cambio!

Il vero cambiamento però potrà avvenire solo attraverso la nostra consapevolezza,

Ciò che potrebbe apportare un cambiamento sostanziale è un piccolo e concreto mutamento che ogni donna può fare sulla propria persona, a piccoli passi, iniziando nella propria famiglia, nel proprio circolo di amicizie, ma soprattutto rendendolo concreto nella propria mente.

Imparare a “difendersi” nel senso più ampio del termine può implicare alcune domande:

Chi sono e qual è il mio posto nel mondo?

Quali sono le mie scelte?

Cosa posso cambiare nella mia vita, attraverso il mio essere donna e non attraverso la mia corazza di uomo.

È necessario rivalutare la femminilità, è necessario agire non attraverso un’energia di tipo maschile, di imposizione, ma attraverso quella tipica energia femminile che include dolcezza e determinazione.

E questo cambio sostanziale si potrebbe sintetizzare con un concetto semplice ma non facile da mettere in pratica: la donna deve aumentare l’amore verso se stessa. Il primo e delicatissimo aspetto al quale si legano tutti quegli aspetti che possono fare di una donna, un essere consapevole della propria forza.

È indispensabile che la donna, oltre alle capacità tecniche di difesa personale, acquisisca maggiore coscienza di se, aumentando Presenza e Consapevolezza, adottando un modo di agire che non soltanto ridurrà enormemente la possibilità di restare immischiate in situazioni di pericolo, ma le darà la possibilità di prevederle ed evitarle.

In molte occasioni, purtroppo, siamo noi donne le prime a dubitare delle nostre capacità. C’è un bisogno impellente di riavvicinaci e recuperare alla nostra forza creatrice che è propria della femminilità, riscoprirla e riappropriarcene, attraverso la cura di noi stesse, dell‘autocontrollo e dell’autostima, del “saper fare e del saper essere”.

C’è bisogno di riscoprire il nostro sesto senso, perché è quanto di più reale possa esserci.

C’è bisogno di dare ascolto al nostro istinto e soprattutto… imparare ad ascoltarlo!

Allora, ritornando alla domanda iniziale: “Da che cosa dovrebbe difendersi una donna?” io rispondo:

Una donna deve difendersi soprattutto dall’idea che spesso lei stessa ha “di non potercela fare” e al di là dei condizionamenti ricevuti o subiti (dalla tv, dai giornali, da un tipo di educazione familiare e scolastica e dal mondo del lavoro) è lei per prima che deve imparare a riconoscere la femminilità come il suo “punto di forza”, e a considerarla come la forza collettiva.  Le tecniche di difesa personale consapevole che insegno, permettono alle donne di utilizzare questo plus valore, non solo per evitare di subire aggressioni fisiche, ma per sconfiggere questa mentalità indotta, cambiarla in positivo nella vita di tutti i giorni, partendo dalle piccole cose, così essenziali da produrre un cambiamento utile ed efficace.

Caterina Germani

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L’Associazione Internazionale Donne PerLe Donne
si trova
Presso l’Atelier Amar, centro Comm.le Smeraldo Via Luciano Manara 138
San Benedetto del Tronto
Caterina Germani Associazione Internazionale Donne PerLe Donne
www.donneperledonne.org + 39 3383787171

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One thought on “Corso di AUTODIFESA FEMMINILE a cura di Caterina Germani

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